Semi Couture di Erika Cavallini

Altro che Haute Couture! Erika Cavallini ne ha creata una tutta sua, sia nel nome che nei fatti, si chiama Semi Couture, “un suo personale spleen”, come lei stessa l’ha definito e racchiude l’idea di una moda romantica e molto, molto parigina.
Per noi è uscita alla scoperto questa giovane stilista che molto spesso preferisce rimanere lontana dai riflettori e far parlare i suoi vestiti.

In realtà le vera mente di questo brand è Erika Cavallini. Di lei si sa  davvero poco, ci racconta un po’ com’è  nato questo brand?

Partiamo con il logo, piuttosto particolare, con un’impronta molto più  antica rispetto alle sue creazioni.
La storia del logo è allo stesso tempo banale, ma anche curiosa e per me importante. Mentre curiosavo, come mi capita spesso, tra i banchi di un anonimo “brocante” in Provenza, durante una breve vacanza estiva, mi sono imbattuta in un vecchio timbro. E’ stata una sorta di illuminazione (anche se può sembrare esagerato dirlo). Era un momento in cui non sapevo realmente che strada prendere a livello professionale. Lì, con quel timbro in mano, tutto mi è sembrato subito chiaro, entusiasmante. E così è nato non solo il logo, ma anche è partita la storia di Semi-Couture.
Per quanto invece riguarda il mio passato professionale, credo sia comune a molte ragazze che come me lavorano in questo mondo: tanta gavetta in 15 anni tra quattro-cinque aziende più o meno importanti, ma sempre con la sensazione di non riuscire mai a dare quel qualcosa che avrei voluto, perché praticamente sempre le esigenze commerciali di un’azienda prendono il sopravvento sulle idee e sui progetti.

Il nome del brand Semi Couture fa pensare a qualcosa di incompleto, non finito o  mi sbaglio?
Certo, è vero. Il manichino su cui veniva effettuata la prima prova era appunto marchiato “SEMI-COUTURE” in quanto si trattava di un capo non ancora finito. A me piaceva questa idea ed è uno dei fili conduttori di molti miei capi: spesso appositamente “non finiti”, con un “particolare sbagliato”, con pezzi che paiono mancanti ma che non lo sono. E’ un po’ il mio personale “spleen”, un’idea romantica e allo stesso tempo dissacrante per la Haute-Couture, della quale in ogni caso ho un enorme rispetto e ammirazione, voglio sia chiaro.

Nelle sue creazioni c’è molto dell’aria parigina…  Quanto è difficile oggi fare 100% Made in Italy?

Parigi da sempre è la città preferita sia da me che da mio marito. Quindi è vero, credo che questo amore traspaia nelle mie collezioni. Venendo alla seconda parte della domanda … che dire? E’ difficile, per non dire difficilissimo. In primis perché è molto arduo trovare aziende, artigiani, laboratori, fornitori che ti consentano di lavorare nel raggio di 20 km (che è quello che facciamo noi per avere sotto controllo giorno per giorno tutte le fasi). Questo perché purtroppo la filiera produttiva ed il know-how che tutto il mondo ci invidiava è stato letteralmente distrutto negli ultimi anni in seguito ai cambiamenti introdotti prima dai grandi e poi anche dai piccoli e medi brand che hanno progressivamente trasferito la quasi totalità della produzione all’estero per motivi di costi, chiaramente. In seconda battuta (ma direi non secondario…) produrre un 100% Made in Italy (attenzione: noi specifichiamo proprio appositamente 100%  perché tutti i passaggi avvengono in casa nostra) significa avere dei costi enormi, con la difficoltà, per un brand non così affermato come il nostro, di dover poi competere con un target di prezzi di colleghi/competitor che producono dove il costo del lavoro e delle materie prime è un terzo del nostro … Non è un fatto secondario questo, ma vogliamo mantenere la nostra filosofia a tutti i costi, almeno sin quando sarà possibile.

Quale capo più di altri rappresenta il suo brand?

Ora senza esitazioni rispondo il capospalla: dalla giacca al cappotto. Lo amo e lo sento sempre più, ma all’inizio sinceramente sono partita puntando molto sugli abiti.

Quale sarà il must have della prossima collezione estiva Semi Couture?
La collezione ora è già in consegna ai nostri clienti in tutto il mondo e tra l’altro ho avuto modo anche di vederla esposta. Questo è importante, perché mi dà un’idea a volte diversa dalla mia, di come vengono visti e recepiti i capi. Ciò detto, il capo assolutamente da non perdere per me è una giacchina a crochet che fa il verso ad una vecchia Chanel, finita con dei bottoni di recupero, come se il capo fosse stato ritrovato nell’armadio dimenticato della nonna e fosse poi stato risistemato dalla “nipotina” con dei bottoni trovati in una vecchia scatola di latta.

Il tessuto con il quale predilige lavorare è…

Il Crepe de Chine 100% seta, senza dubbio.

Per sfondare nel mondo della moda conta di più la fortuna, il talento o  cosa?

Entrambe le cose, anche se senza la fortuna diventa davvero difficile “uscire”  e farsi notare. C’è una cosa che conta in ogni caso parecchio: la squadra, il team, perché il merito non è mai di una sola persona. Noi la stiamo costruendo mese dopo mese. E siamo molto contenti di chi lavora con noi o per noi.

Anche lei come la sua collezione estiva si sente una romantica donna old style?
Non necessariamente, o meglio a giorni alterni; essendo del segno dei pesci sono abbastanza eclettica e mutevole. Mio marito userebbe a dire il vero altre espressioni, tipo “lunatica” !

Se le offrissero l’occasione di lavorare con un grande stilista lei  direbbe?
Sarei felicissima! E’ il sogno di tutti, sono sincera, anche se obbiettivamente non direi di si a prescindere a tutti. Occorre sempre essere nell’ambiente giusto, con il progetto giusto, con l’energia che ti consenta di andare nella propria direzione.

Se dico Semi Couture dico…
100% Made in Italy, artigianalità, qualità.

Il motto di Erika Cavallini è…
Squadra che vince non si cambia !

Categories: stilisti emergenti.

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7 Responses

  1. sempre bellissimo post :-) )

  2. Top !!!

    Maria elena barbati7 febbraio 2011 @ 00:42
  3. Diciamo che è stato amore a prima vista.Questi capi rappresentano la possibilità che ha ogni donna di sentirsi speciale;probabilmente proprio la loro eleganza incompiuta e ricercata, lascia libero sfogo all’ interpretazione ,alla fantasia ed al momento;arricchiscono qualsiasi guardaroba e lo rendono speciale.Consiglio questi semi di couture anche alle meno esperte,provate,divertitevi,questa è la moda!!E buon Semi Couture a tutte.

    erica7 febbraio 2011 @ 08:33
  4. Complimenti, veramente un capo lavoro: dall’idea originale come concetto di negozio alle sue collezioni.
    Vorrei augurare un grande successo a questa giovane designer!!!

    Borja Casanova7 febbraio 2011 @ 09:08
  5. Ho trovato in giro (Firenze, Bologna…), e comprato, i suo vestiti, anche per le mie amiche in Spagna. Ci piace il suo concetto “semi-couture” e vintage. Auguri Erika Cavallini, continua su questa strada.

    Veronica Veiga7 febbraio 2011 @ 09:15
  6. questo suo modo di riportare in un mondo frenetico e a volte superficiale un po’ di semplicita’ e di gusto puramente naturale e non costruito rappresenta in pieno le donne che oggi si sono stancate di apparire ,ma vogliono essere essere a proprio agio in un abito raffinato e al contempo essenziale in piu’ lascia ampio spazio ad ognuna di noi di aggiungere un tocco di pesonalita’ propria, grazie a l’incopiutezza dell’abito in modo da esprimere pienamente ogni differente essenza…… brava erika avrei davvero piacere di conoscerti .

  7. Erika sei fantastica…ti ho amata da quando hai cominciato con un abito e una giacca…love.
    Ragazze…potete trovare tutti i sui abiti qui…
    http://www.abbigliamentocuriosa.com



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