Salad di cattiverie

E’ un vero martirio! Spuntano fuori precari, cervelloni inespressi, addetti al call center neri di rabbia. E per cosa? Non perché non hanno un lavoro degno del loro cv e delle loro capacità. No. Perché una ventenne come loro, da un piccolo fashion blog è arrivata a scrivere sulle riviste di moda italiane. Se questo sia giusto o meno, non sta a noi dirlo. Sarebbe troppo banale ridurla a una questione d’invidia. O no? Il punto è che questa giovane, con i suoi mezzi (evidentemente molto funzionali) è riuscita a farsi ascoltare a differenza di centinaia di altre persone in giro per il web.
Anche questa è una dote. Una dote che non va sottovalutata soprattutto di questi tempi. Internet è pane quotidiano e si comporta come un datore di lavoro che premia il più attento, presente, costante, efficiente. Chiara Ferragni è questo. Sfrutta le dinamiche del web marketing, incrementa grazie ai suoi post il viral marketing e ciò che se ne ottiene è un blog seguitissimo. Perché? Semplicemente perché piace. Se piace, in lei non c’è solo la frivolezza dell’essere protagonista di foto, ma l’intuizione di un progetto che va oltre. Non è solo una vetrina. In molti l’hanno criticata per i suoi articoli sulle riviste di moda: alcuni l’hanno definita una scempio e via dicendo. Non sarà nata per fare la giornalista ma con la sua abilità si è conquistata una rubrica. Perché scrivere bene non è tutto!

Categories: frivolezze.

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One Response

  1. Beh, secondo me se l’è meritato e buon per lei, però io non credo che aggiunga niente di nuovo alla moda, si è integrata in un mondo a cui è molto difficile accedere e forse mi aggiungerò alla lista di “invidiosi” ma abbiamo bisogno di un’altra bella bionda che sfoggia vestiti? Nessuno si interessa della moda per le persone che non hanno un fisico perfetto, e secondo me la novità starebbe lì!



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