Ludmilla Radchenko, tra pop art e moda.
“Scelgo ciò che mi fa sembrare una persona e non una figona”

E’ molto, molto di più di quello che sembra. Se pensate a Ludmilla Radchenko come all’ex letterina bionda, tutta tacchi e niente cervello, siete davvero fuori strada. Smessi i panni di valletta, proprio quando era l’ambizione di molte giovani donne, Ludmilla, siberiana dentro e fuori ha scelto di dedicarsi all’arte, “un lavoro che mi ha dato subito grandi soddisfazioni”. Qui, su i-fashion,it, si racconta in questa nuova veste, da pittrici a manager di se stessa.
Sul suo sito troverete molto di più www.ludmillapopart.it

Una show girl che in barba alle paillettes sceglie la strada della pittura… una decisione coraggiosa, o sbaglio?

“È una decisione inevitabile in quanto il mondo dello spettacolo non mi dava più soddisfazione, volevo guadagnarmi un ruolo da persona piena di risorse e non rimanere perennemente la ex letterina. Il lavoro in televisione mi ha dato la popolarità e una grande visibilità, un canale di comunicazione che mi aiuta anche nel lavoro di oggi. Ma per seguire un percorso devi buttarti con tutto l’entusiasmo e la voglia di fare, dedicandoti completamente con tanta umiltà, con il rischio di non riuscirci”.

Ovviamente, i guadagni non saranno gli stessi di quelli del piccolo schermo…
“Dei guadagni di certo non mi posso lamentare, è un lavoro che da subito mi ha portato grandi soddisfazioni. E che le spese sono decisamente aumentate: fornitori, pubblicità, mostre, studio. E siccome sono io la manager di me stessa e credo sia importante investire nel proprio lavoro , cerco di essere vigile su ogni cosa. Quindi a volte vai a pari ma l’arte è una scalinata lunghissima e faticosa”.

Anche la moda contemporanea è arte?

“La moda è sempre moda. È un metodo di creare i modelli o i comportamenti sociali da imitare. L’arte non è moda, ma tecnica e comunicazione per raccontare una visione personale del mondo. È un istinto naturale che non ha stagioni”.

Se dovesse indossare un’opera d’arte sceglierebbe…

“Sceglierei una sciarpa, tipo quella che ho comprato a NY raffigurante un frammento dell’opera di Lichtenstein”

Com’è  e come veste la Ludmilla artista?

“Di giorno cerco di essere più semplice possibile, neutra, comoda. Non mi piace più attirare l’attenzione degli altri. Scarpa bassa, niente trucco, i marchi e grandi brand non hanno importanza, anzi, quando  faccio shopping da Zara o in mercatini Vintage sono contentissima!! La sera mi metto in tiro per far felice il mio uomo!!”.

Un capo a cui non rinuncerebbe mai?

“Un borsone gigante per mettere dentro tutti i miei strumenti da battaglia ;-) : i pad, computer ecc…”.

Lei sarebbe bella anche con il burqua, ma che cosa la valorizza davvero?

“Quello che mi fa sembrare una persona e non una “figona”. E poi essere in forma aiuta ad essere in armonia con te stessa”.

Uno stilista a cui non direbbe mai di no?
“Adoro Philippe Plein per i suoi teschi e Armani per la sua eleganza. Ma ripeto, il marchio non vale, vale di più una grafica, un’ immagine o un colore!”

Il suo armadio è zeppo di…

“Scarpe, una storia terrificante! Il mio fidanzato ogni tanto fa lo sciopero chiedendo di liberare la cabina armadio e mi tocca a fare i mercatini nel mio studio 2 volte all’anno!!”

Cosa è nel quotidiano pop art?

“Ora sto seguendo la corrente Pop REALISM perché al giorno d’ oggi la gente ha bisogno di riflettere sulla realtà, partendo dai propri atteggiamenti nei confronti del prossimo,  il proprio lavoro, verso la natura, analizzando semplicemente come si vorrebbe vedere. Tutto dipende da noi. Pop REALISM è una visione critica del mondo che usa la quotidianità , gli oggetti del mondo di consumo, icone e persone per portare un messaggio attraverso un collage di immagini reali. È una chiave di lettura che denuncia i problemi popolari, coinvolgendo lo spettatore ad elaborare un proprio punto di vista. Il pop è immediato, comprensibile per tutti”.

Un capo pop art?

“Qualsiasi cosa che possa indossare chiunque, un jeans o una canotta”.

Un capo siberiano a cui non rinuncerebbe mai? E uno italiano?
“Se non vuoi morire dal freddo, un colbacco che ti protegge il cervello, ha ha ha!! Voi italiani pensate che da noi ci siano gli orsi che camminano per strada! Per il capo italiano scelgo le All Stars, perché in Russia non avevamo la cultura di portare le scarpe sportive.

Sulle prossime tele vedremo…
“Vedrete la verità del momento. Il mio curatore artistico Fortunato D’Amico mi ha coinvolta a una collettiva a Vigevano, l’opera  che sto preparando si chiamerà “La Venere Sovietica” è un inno allo Stivale d’Italia, titolo della mostra. Ora è in corso una mostra collaterale alla Biennale di Venezia che a settembre si trasformerà in una personale per il Film Festival sempre a Venezia”.

Se dico Ludmilla dico…

“Vichinga;-) era il mio soprannome durante la Talpa! O Pippi Calze lunghe come mi chiamavano da bambina”.

Il motto di Ludmilla è…
“Believe in your self. You are your past, your  present and your future. Quindi bisogna comportarsi di conseguenza”.

Categories: fashion hunter, interviste.

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