Intervista a Vivì, anzi Vivetta

Se la moda tende a prendersi troppo sul serio, il marchio Vivetta ha fatto dell’ironia la sua arma di forza grazie ad abiti colorati pronti a sedurre  ma anche a divertire perchè a Vivì, il nome della stilista originaria di Perugia, non interessa nulla dell’alta moda: le sue sono creazioni sono pret-a-poter, insomma, per tutte noi. Ecco cosa ci ha raccontato.

Da Vivì a Vivetta. Com’è nata la scelta del brand?
La prima collezione è uscita col nome “Vivì”, poi ho scoperto che esisteva già un marchio registrato con questo nome così ho deciso di chiamarla “Vivetta” e sono felice di questa scelta. Già il nome e il logo (a forma di cuore con una scritta stilizzata in oro) rendono l’ idea di quello che disegno.

Quando ha capito che la moda sarebbe stata la sua strada?

L’ ho capito da bambina forse. Tagliavo sempre i miei abiti, li accorciavo, li sistemavo. Lo faccio tuttora. Sotto l’ aspetto artistico fare abiti dà molta soddisfazione perchè le persone possono indossare le tue idee. E’ un tipo di arte pratica.

Com’è nata quella prima collezione messa in passerella a Parigi?

La prima collezione è nata pensando al blu che ai tempi (e a cicli) era il mio colore preferito.

Il suo stile è piuttosto inconfondibile… come lo definirebbe?
Quando disegno penso ad una donna bambola e non penso solo all’ abito. La immagino in una scenografia che s’ intona con l’ abito.

A che filosofia s’ispira il suo marchio?

La filosofia alla quale rimango sempre fedele da quando ho cominciato è fare tutto ciò che mi piace ma che sia anche portabile, pret- a porter. Gli abiti impossibili dell’ alta moda non m’ interessano.

Ci sono stati degli stilisti che l’hanno influenzata?
Si,soprattutto all’ inizio. Più che stilisti in particolare mi hanno influenzato vari periodi e films.
Mi sento molto legata alla moda giovanile dei primi anni ‘60.


Quanto conta l’aspetto “buffo” nelle sue creazioni?

Quando penso all’ ironia penso alla tragicità dell’ ironia

Quanto è difficile emergere per un giovane stilista italiano?
E’ abbastanza difficile ma spero non impossibile.

E del Made in Italy che mi dice? Può ancora esistere?
Il Made in Italy esiste ancora, ci sono moltissime aziende che producono internamente. Il problema è che molte altre subappaltano il laboratorio ai cinesi guadagnando sul loro lavoro. E’ sempre Made in Italy perchè è fatto in italia, i costi per chi produce sono gli stessi ma la qualità cambia.

Rosso, bianco e nero i colori più presenti nelle sue collezioni. Perché?
Ho cominciato con il blu, poi mi ha stancato e sono passata al nero al rosso e al bianco. Ora sto disegnando solo colori chiari. I periodi dei colori per me sono ciclici.

Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una donna Vivetta?
Un abito in velluto blu con il colletto di pizzo color crema.

Come va a cena la sua donna?
Con lo stesso abito (blu con colletto in pizzo).

E al primo appuntamento?
Al primo appuntamento con gonna e camicia.

Qual è l’accessorio e/o il capo sul quale ama più sbizzarrirsi?

Amo moltissimo gli abiti.

Se dico Vivetta dico…
Bambole.

Il motto di Vivetta è…..
Volere è potere. E’ abbastanza banale ma è anche molto vero.

Categories: stilisti emergenti.

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