Cosa vuol dire avere talento? In fondo ognuno di noi pensa di averlo. Tutti vogliono scrivere, cantare, ballare e cosa non meno importante fare gli stilisti: insomma nessuno che voglia fare l’idraulico (con tutto il rispetto!). Così ecco una schiera sterminata di fashion designer pronti a tutto pur di vedere il loro nome-brand affisso nelle città del mondo più importanti. Sono supportati, informatizzati, studiosi ecc… ma sono davvero bravi?
Il talento, per quanto se ne dica, è cosa molto rara, magari non sempre supportato dai mezzi ma il più delle volte è così talmente straripante che si fa notare da solo. Oggi assistiamo a centinaia di sfilate, decine di conferenze stampe, presentazioni negli show room, incontri glamour ma di quell’ebrezza che solo il talento porta con sé si ode ben poco. Qualcuno viene soprannominato prodigio, qualcun altro genio ma alla fine dei conti siamo sempre lì a parlare di Armani, Dolce e Gabbana, Versace. Insomma, io, purtroppo, faccio fatica a credere che sia tutta colpa del sistema, il più delle volte il talento c’è e quando c’è non si confonde con nient’altro.




SAI SPESSO DI CHI E’COLPA?DELLE TANTE SCUOLE DI MODA CHE,PUR DI RACCATTARE SOLDI A DESTRA E A MANCA ILLUDONO I RAGAZZI SUL FATTO CHE BASTI STUDIARE MODA – CHE ANCHE I PIU’GRANDI STILISTI DICONO NON SI POSSA STUDIARE MA AVERE INNATA NEL DNA – E FREQUENTARE UNA SCUOLA PRESTIGIOSA PER GUADAGNARSI LA PROPRIA”FETTA”DI TALENTO.IO MI SONO RIFIUTATA DI FARE SCUOLE,ALLE VOLTE ME NE VERGOGNO,MI DISPIACE ANCHE MA,DA UN CERTO PUNTO DI VISTA,SONO RIUSCITA A STARMENE FUORI DA QUESTO SISTEMA ILLUSORIO E,ALMENO IO,NON L’HO ALIMENTATO…SE HO O MENO TALENTO NEL MIO LAVORO SARA’IL TEMPO A DIRLO E LE PERSONE GIUSTE MA,INTANTO,SONO CONTENTA DI ESSERE SCAMPATA AL MECCANISMO!!…IL TUO ARTICOLO E’BELLISSIMO E INTELLIGENTE E SONO FIERA CHE TU L’ABBIA CONDIVISO CON NOI
Complimenti ! Condivido pienamente !
Stilista.. che grande parola.. Ma chi sono oggi.. nel 2011 i veri stilisti?? Possibile che Chanel, Valentino e tanti altri “sarti” hanno sbagliato carriera?? Ma loro prima di fare un disegnino su carta ed esser chiamati “maestri” non lavoravano in piccole botteghe rammentando abiti vecchi di chissà quale nobile?? Mi son quasi stancata di vedere definirsi stilisti persone che di quell’abito nn hann fatto proprio nulla di nulla, tranne che reinterpretare un modello gia esistente, farne lo schizzo e consegnarlo a chi piu di lui/lei ne capisce. Mi definisco stilista e son fiera di esserlo, non ho bisogno di fare sfilate e di vendere il mio brand alla nazione, i miei abiti girano per le città indossati da clienti fisse e occasionali che provengono dappertutto, amano la mia manifattura, amano il mio stile, amano che me ne occupi io di tutto, amano nn trovare neanche un difetto quando indossano cio che ho creato per loro. Amo far prendere vita a cio che la mia mente ha elaborato, amo tagliare il modello su carta da me disegnato, amo tagliare e cucire quel bel pezzo di tessuto che io ho scelto con cura per loro, amo sentire il suo fruscio e la sua morbidezza tra le mani. Questa è passione per il proprio lavoro, il sedersi davanti ad una macchina per cucire e fare notte fonda pur di vedere l’abito prender forma e dopo, metter la testa sul cuscino, pensando.. anche oggi ho dato il meglio, son fiera di me!
E per chiudere aggiungo che ho lavorato per piu di 10 anni in una sartoria, ho imparato i trucchi del mestiere aggiustando capi usati della gente, dopo per quanto io lottassi, ho dovuto iscrivermi ad una scuola di moda perche VOLEVO imparare di piu, volevo studiare merceologia, volevo conoscere tutto e piu di tutto volevo saper mettere nero su bianco cio che ideavo nella mia mente, volevo esser oltre una sarta anche una modellista. Volevo rendere completo il mio ruolo e cosi è stato. In due anni ho eliminato le mie lacune e oggi dopo 25 anni di passione (contando anche gli anni in cui da piccola realizzavo vestiti per le barbie) quando mi chiedono cosa faccio nella vita, son felice di dire “Stilista alta moda sartoriale” .
CIAO MARSI
QUELLO CHE SCRIVI E’ VERO. SECONDO ME’ E PROPIO QUESTO CHE ALLA FINE CI PORTA A PARLARE SEMPRE DI ARMANI O DOLCE & GABBANA.CIOE’ SECONDO ME’ OGGI I RAGAZZI CHE SCELGONO QUESTE SCUOLE LO FANNO PER LA
VISIBILITA’, LA NOTORIETA’CHE TI POTREBBE PORTARE QUEL TIPO DI LAVORO.
E NON PER FARE UN LAVORO BELLISSIMO UN LAVORO CHE TI FACCIA DIMENTICARE TUTTO IL RESTO, TUTTO IL MONDO CHE TI CIRCONDA, CON TUTTO (PERDONAMI) LO SCHIFO CHE LO RICOPRE.
IO HO FATTO UNA MIRIADE DI LAVORI COME IL MURATORE- IL COMMESSO- L’IDRAULICO- IL MAGAZZINIERE- IL PROMOTER- IL RAPPRESENTANTE, PERO’ MI SENTIVO SEMPRE MENO REALIZATO.
FINO A QUANDO PER SBAGLIO SONO ENTRATO IN QUESTO MONDO, ANCHE SE GIA’ CI VIVEVO TRAMITE MIA MADRE CHE A SEMPRE FATTO LA SARTA.
PERO’ QUELLO CHE TI DICO E CHE SE UN GIORNO NON ANDREI PIU’ AVANTI SAREI DISPOSTO A TORNARE SUI MIEI VECCHI PASSI TRANQUILLAMENTE.
E TI DIRO QUELLO CHE HA DETTO AURORA E ANCHESSO VERO.
ANCHE IO NON HO FREQUENTATO SCUOLE.
CE LA VOGLIO FARE DA SOLO.E SE CI RIUSCIRO’ SARO’ UN VERO TALENTO. PERCHE’ E PROPIO QUELLO CHE CI RENDE DEI VERI TALENTI. FARE LE COSE PER PASSIONE, AMORE, E NON GRAZIE AD UNA SCUOLA O A QUALCHE RACCOMANDAZIONE.
COMUNQUE TI LASCIO QUESTO MIO PENSIERO, MAGARI NON A TEMA CON IL TUO ARTICOLO.
PERO’ VOLEVO SCRIVERLO.
Egregia Aurora Potenti concordo pienamente con lei!Si può aver talento non frequentando scuole di moda,ed a volte frequentando scuole di moda illustri mancherà qualche marcia in più!Comunque alla fine oltre al genio,alla creatività serve una sviscerata passione nella moda che si trova nel dna sin da piccoli.
Cara Aurora,io con grandi sacrifici ho frequentato una scuola di moda e devo dire che non si è trattato soltanto di “studiare moda”,ma è stata un importantissima occasione di confronto e di crescita ,un infarinatura fondamentale da cui chi ha voglia di imparare puo prendere moltissimo.Piuttosto credo che dovrebbero esistere scuole piu democratiche ,per dare a tutti questa possibilità .Anche a riguardo del talento devo ribadire che il piu delle volte sono i mezzi ad essere insufficenti,perchè il talento puo anche essere straripante ma i costi di sfilate ,campionari ,fiere e tanto alto sono sostenibili da pochi!Ciononostante ci sono tante realtà di giovani che lavorano sodo per far crescere delle piccole realtà individuali, forse è li che dobbiamo ricercare!
Hai centrato Marsì…io a differenza di Aurora ho fatto le cosìdette scuole…ma non..sin da quando ero piccolo..piuttosto da quando ho avuto la libertà di scegliere autonomamente il mio futuro, ossia il corso di laurea. Sono un ragioniere che inizialmente ha masticato amaro per non aver fatto il liceo Artistico, però poi questo mi è servito..Il mondo della Moda è così vasto, con i suoi mille settori con i loro micromondi..L’alta moda è ben diversa..è un gioco per ricchi, più pazzia ci metti e più ti acclamano e quando si parla di talenti emergenti non può essere un 18nne o 20nne a scalfire il nome di Armani o D&G molto semplicemente perchè loro la storia l’hanno fatta e non studiata sui libri. Il talento lo senti tu stesso nel sangue..è come un brivido che ti pervade quando vedi una cosa che ti stimola per un idea nuova e di colpo vorresti teletrasportarti nella tua bella camera per lavorarci su e creare..in sintesi..rinunciare a tutto per la propria creatività .
Il NON talento è di coloro che pur di far soldi scopiazzano a destra e a manca (so che funziona così oggi giorno) e poi alla fine hanno il coraggio di dire che è tutta farina del proprio sacco..
Marsi, considera anche che la contabilità di un gruppo editoriale è sostenuta dagli investitori (cioè chi fa pubblicità ). I budget di pubblicità permettono a tante riviste di vivere, dal momento che la vendita delle copie non basta.
Ogni redattore, ogni giornalista, ogni operatore dell’editoria conosce bene questo meccanismo, in altre parole sa da dove vengono i soldi che pagano il suo stipendio.
….ecco perchè “spesso” si parla di Dolce, Armani ecc.ecc…
La moda patinata è un industria e ha creato le sue regole, ermetiche per i giovani talenti.
I blogger sono invece un elelmento nuovo della comunicazione di moda del nuovo secolo (e della nuova moda, speriamo)!
Certo appoggio tutto il discorso che fai sul talento…tutto vero.
TALENTO
Definizione: attitudine, inclinazione dote naturale, ingegno, capacità intellettiva, genio, persona dotata di capacità .
Detta così sembra che il “talento†sia necessariamente legato ad una reazione chimica, ma quanti di noi ne sono dotati e non sanno di averlo?…o avvertono solo delle piccole sensazioni, ma senza captarne l’importanza?…e poi chi può dare una definizione di un “talentuoso†al lavoro di quel fashion designer anziché ad un altro?
Provo a dire la mia…
Le cause di queste mancate intuizioni su noi stessi possono essere di carattere ambientale, culturale, familiare, sociale, ecc..
Quindi in un certo senso il talento va scoperto!.. cioè sarà pur vero che un certo numero di scuole di Moda
mirano solo ad aumentare i loro incassi; che la ricerca della visibilità a tutti i costi non può essere la “missionâ€.. ma è pur vero che anche “l’idraulicoâ€(..o l’Artigiano in genere) ha bisogno di sviluppare le sue capacità (..perchè no, in una scuola) e di confrontarsi perché il suo “talento†sia riconosciuto tale!(..farsi un nome)
E’ chiaro, come già altre volte abbiamo trattato l’argomento, che “non male†sarebbe un supporto vero e disinteressato(..ahia!) da parte di coloro(..scuole, università , talent scout, organizzazioni, “Guruâ€, ecc..) che dovrebbero, il TALENTO, identificarlo, attivarlo, svilupparlo!
Moda &’ Arte…Sarah
Che il talento sia innato sono d’accordo,che però vinca spesso quello lo dubito.La moda non è più come una volta questione di solo talento,ma un panorama assai più complesso nel quale si intrecciano comunicazione,marketing e appunto talento.
Se pensiamo ad uno stilista come Valentino,che è stato cacciato per fare posto a due giovani (che di talento perdonatemi ne hanno ben poco) o a Lagerfeld riguardo agli ultimi sfaceli che sta combinando a Chanel,ci rendiamo conto di quanto il talento sia pressochè schiacciato dalle logiche di mercato.
Io probabilmente non finirò mai a fare lo stilista che venderà marchi in tutto il mondo e ne sono perfettamente consapevole,preferisco forse nel mio piccolo confezionare degli abiti su misura,e non perchè non abbia talento,unicamente perchè non credo di riuscire a competere a delle logiche di mercato dove solo chi possiede un marchio forte vende,benchè talvolta i prodotti siano molto scadenti.
questo parlare mi porta indietro di qualche giorno quando alla consegna di un capo completamente pittato e stutturato a mano la cliente sul prezzo non ha battuto ciglio per poi dirmi che se era situata in un altra città avrei fatto i migliardi.forse ho perso il treno e non me ne sto accorgendo?Di cosa stiamo parlando
Concordo a pieno con quello che ha scritto Aurora, sono le scuole che illudono i ragazzi e le ragazze perchè io, ne ho avuto l’esempio frequentando indirettamente una scuola di moda. Mi spiego: io studio alta sartoria maschile, un corso basato solo sulla modellistica e sartorialità dei capi maschili classici con lavorazioni tutte manuali e artigiane, ma questo corso di studi lo svolgo nelle aule di una scuola di moda prettamente femminile, la quale fa da supporto al mio percorso di studi attraverso l’accesso alle aule e alle macchine da cucire. Osservando le altre allieve di questa scuola mi accorgo di quanto è illusorio il mondo delle scuole di moda pichè insegnano loro a disegnare, a fare qualche modello e gli fanno credere che un giorno diventeranno stiliste conosciute.
Io per fortuna ho rifiutato il maccanicismo che c’è nella moda, anche se è vero che frequento un corso, che non è da stilista, ma da Sarto. Sebbene è innegabile il desiderio nascosco di vedere un giorno il mio nome-brand diventare conosciuto, e su questo ci sto lavorando da solo, studiando ed esercitandomi con l’ausilio di manuali e libri che mi danno nozioni e conoscenze nel campo della moda, però senza farmi condizionare dagli streotipi che la moda impone.
E aggiungo conludendo nel dire che se uno ha talento questo prima o poi verrà allo scoperto se uno ne è in possesso, perchè non lo si crea.
In ultimo faccio i miei complimenti a Marsi per il suo articolo e vi lascio una citazione di un grande, per me il più grande: ” Io sono un Sarto.”… “Ho scoperto che il vero artista è l’artigiano. Mi fanno ridere certi stilisti che dicono di non essere sarti.”…”Secondo me, invece, il vero artista è quello che realizza le cose con le sue mani. Uno stilista quindi deve essere un sarto.” – Gianni Versace, 1990
Io penso che chiunque vada a studiare Moda, un briciolo di talento lo debba avere, non si decide di farlo dalla sera alla mattina. E’ il mondo che meno promette possibilità di guadagno nell’immediato. Poi che ci siano scuole meno valide è un altro discorso, sta a noi facendo una ricerca evitarle. Comunque nelle scuole nessuno ti illude che sfonderai, chi l’hai mai detto questo? Io ne ho frequentate 2 (come Stilista e Costumista) e mi sono iscritta in un College negli Stati Uniti per specializzarmi come Costumista (Teatro -Tv e Cinema) e la differenza fra me preparata in Modello, Illustrazione e in Storia del Costume e le mie compagne di corso era ed è NETTA!! Senza passione non frequenti corsi e lezioni che durano giornate intere. Senza nessuna preparazione il talento non viene espresso al meglio e soprattutto si vedrà nel lavoro che andrà a svolgere. La passione senza il talento non ti portano da nessuna parte. Chi ha talento, passione e preparazione andrà avanti. Io nonostante sia già preparata non mi sentivo pronta ad affrontare il mondo del lavoro nella mia professione e ho preferito un’ulteriore specializzazione. Detto ciò non è che le mie compagne di corso siano incapaci, solo grezze e avranno tempo di migliorare. Chi si sente pronto da autodidatta o ha un grande ego e la lingua lunga o ha davvero un grande talento ma grezzo e che si vedrà nei lavori che propone. Senza dimenticare l’unico vero elemento che permetterà di sfondare: la fortuna!!! La fortuna di trovare qualcuno che crede in te e ti permette di lavorare con uno staff di veri professionisti, la fortuna di incontrare un critico che dice che sei un assoluto genio ecc…
..effetivamente il “Talento” è qualcosa di innato che nasce con la persona,…ed è strettamente legato ad un’ senso artistico di cui la persona ne è interiormente dotata,… ma sono dell’opinione che anche questa caratteristica personale vada incentivata e fatta sviluppare ,nella maniera e nella forma più giusta, qualora se ne manifestasse visibilmente la tendenza,…oggi più che mai la moda non è un gioco e bisogna avere la preparazione professionale e tecnica più adeguata, per non esser poi bruciati subito….
Per fare grande uno stilista o forse meglio dire “fashion designer”(mi sembra più corretta e meno pretenziosa come definizione professionale), sono, oltre ad avere quel vero senso estetico della moda, che bisogna saper percepire in anticipo e nel modo giusto,…. necessarie anche:… una volonta determinata di emergere, avere le giuste opportunità e saper fare le pubbliche relazioni, avere la possibilità d’investimento ed avere anche il senso della vendita e del commerciale, che si deve unire alla creatività e non per ultima ad una buona dose.. di gran fortuna.
Ritengo , oltremodo ,che ci siano molti giovani creativi estremamente interessanti e promettenti nella panoramica nazionale, ma che spesso, troppo spesso, sono dei giovani” Leonardo da Vinci “… senza alcuna possibilità di emergere ;…è al contrario ci sono delle persone senza un vero talento, che sono nei posti chiave e che schiacciano e annullano, qualsiasi possibilità lavorativa a persone che invece meriterebbero di potersi realizzare per poter produrre una vera nuova moda.
I veri Stilisti, sono quelli, che hanno con la loro intelligenza e creatività saputo inventarsi un’ vero e proprio stile personale riconoscibilissimo, che hanno saputo imporre sul mercato e nell’immaginario collettivo ,ed è per questo che sono diventati dei grandi,… tutti gli altri sono soltanto dei commercianti della moda.
Lieta di leggere questo articolo che sa cogliere in pieno l’argomento…
il talento è un dono grande e raro e di solito le persone che ne hanno sono prese a creare e non a vendersi…viviamo invece in un’epoca in cui è più importante sapersi vendere che saper fare qualcosa di vero e concreto;
io apetto che l’epoca passi o semplicemente non appartengo a questa epoca, ma dico a tutti coloro che non l’hanno mai provato che creare qualcosa che ti viene da dentro dona una gioia immensa che non si compra e non si vende…così come il talento : o c’è o non c’è…! sb.
io sono pienamente d’accordo con aurora e sono in pieno accordo con la Marsì..io come aurora non ho mai frequentato una scuola,amola moda e disegnare abiti e ho imparato a farlo da sola e ne sono orgogliosa..sicueramente non frequentare un certo tipo di scuola oggi come oggi non ti apre molte porte,anzi molte volte non te ne apre nessuna.Ma alcune volte potrebbero-grazie a quel famoso talento naturale di cui si parla tanto ma poco si apprezza-aprirsi anache portoni,perchè c’è rimasta gente che crede in tè,che scommette su di te,e non serve essere per forza Armani,Dolce e Gabbana e tanti altri..io dalla mia piccola esperienza in facebook ho potuto notare che sono davvero pochi i professionisti che ti danno un minimo,nemmeno tanto,di retta,che sono disposti a darti dei buoni consigli,ricordandosi che anche loro all’inizio ne hanno avuto bisogno come chiunque altro..ce ne sono altri che invece sono stati investiti dalla superiorità di quello che sono diventati e questa è una cosa davvero triste.
Menomale che qualche volta,anche se rara,il talento esce fuori e lapersona che si è si distingue da tante altre.
complimenti ancora per l’articolo e ad Aurora che ci dà la possibilità di poter interagire direttamente e di confrontarci con pensieri concreti.
Maria Grazia!
Ciao ho letto il tuo articolo è molto veritiero, ma penso anche che i tempi di oggi ti portano a voler “ESSERE” o “DIVENTARE” qualcuno.
Questo è un mestiere molto difficile, devi capirlo e amarlo profondamente ed essere pronta a molti sacrifici e non per raggiungere la “FAMA” (malessere della società di oggi) ma per creare un qualcosa che ti dia quella sensazione di appagamento, forse non so spiegare a parole quello che si prova quando hai realizzato un qualcosa di tuo.
Tutti vogliono fare gli stilisti e nessuno vuole fare il sarto, mestiere che secondo me troppo sottovalutato.
Io sono una modellista, volevo fare la stilista ma ho sempre avuto la passione per il cucito, il ricamo, la pittura, non potrei farne a meno, è come l’ossigeno per me. La mia soddisfazione è quando realizzo un abito e vedo le donne che lo indossano essere contente e soddisfatte, non c’è cosa che mi possa rendere più felice, per me sono come i miei figli, in fondo li ho partoriti io.
Sono dello stesso parere!!! Ho frequentato scuole di moda ma, non avendo chissà quali possibilità , non ho studiato presso “l’elite” !!! Ho faticato più dei miei colleghi con il gran nome alle spalle … E comunque ho fatto la stessa loro carriera !!!
Una dimostrazione che il talento non te lo formano ma ce l’hAi è Aurora che ammiro per la sua tenacia !!!!!
A volte il talento è dato dai soldi ……. sfortunatamente in Italia è così!!!
Condivido il punto di vista di Aurora, anche se reputo che la cultura delle basi sia fondamentale in ogni settore e non tutti se la fanno da soli come io e sono sicura Aurora ,abbiamo fatto.
Il problema però secondo me è un altro ancora, a me non piace parlare del sistema, perchè è patetico e un po’ troppo assistenzialista come punto di vista, io parlo di cultura degli addetti ai lavori.
Mi spiego.
Io sono una designer che si è fatta da sola, e quando dico da sola non intendo solo dire senza frequentare scuole di settore, ma intendo soprattutto senza finanziamenti di alcun genere, questo vuol dire che oltre a dover dimostrare il mio talento attraverso le mie creazioni , molto del mio tempo viene utilizzato per cercare contatti, gestirli, ideare delle etichette, pensare a nuovi mezzi per avere un minimo di visibilità , fare delle foto imparare a postprodurle eccetera eccetera eccetera….ovviamente io sono una designer, non sono un grafico, non sono un pubblicitario, non sono un fotografo e non sono nemmeno un ufficio vendite, chiaramente per quanto io ami la professionalità a tutti i livelli non posso al momento permettermi di pagare tutte queste consulenze esterne e devo quindi, salvo i casi in cui si riescano a creare dei lavori in sinergia con altri emergenti dei settori citati, pensare a tutto io, con risultati, chiaramente, non ottimali.
Non è un problema per me, fa parte del cammino e, come dici tu il talento se c’è emerge…
o almeno dovrebbe. E qui viene in campo quella che io chiamo “ignoranza” ma forse non è il termine adatto, della gente di settore che quando riceve un portfolio si fa imbambolare dal confezionamento piuttosto che dal contenuto…se io sono una designer TU che mi devi giudicare NON puoi farlo in base a quanto il servizio fotografico renda accattivante i miei modelli perchè se questo è lecito avvenga sul cliente finale, non lo è più se avviene su un qualcuno che dovrebbe avere l’occhio clinico di riconoscere un bel vestito anche se presentato male, perchè altrimenti quello che mi si chiede è di essere un fotografo o, in alternativa di avere i soldi per pagare il miglior professionista possibile, e non di essere una designer talentuosa.
Purtroppo parlo per esperienza vissuta, più volte. Modelli presentati con foto poco appeling fatte da me che venivano non considerati, e gli stessi capi reinterpretati da fotografi con cui sono riuscita a collaborare, che improvvisamente diventavano capolavori.
Siamo tutti troppo legati ad una idea di modo come pacchetto completo, ma questo è glamour, non design.
My two cents.
Io continuerò a pensare che il talento vada a braccetto con la professionalità . E comunque si parla sempre dei grandi nomi, ok ma dietro c’è uno staff di creativi che ha studiato in scuole mica si è improvvisato disegnatore o grafico o addetto stampa. Che poi Armani (uno a caso) ci metta il suo nome e dica che è stato ispirato da chissà che…bhè io avrei dei problemi con la mia coscienza appropriandomi di un lavoro altrui, lui evidentemente no.