Tutto nasce da uno studio sul Parka… solo poi si è definita l’idea di sistema, quell’idea minimalista che oggi racchiude non solo il parka ma tante altre creazioni. Oggi, Il sistema degli oggetti è tra i brand emergenti più interessanti che ci sono sulla piazza: abiti e accessori riscoprono la loro unicità ma soprattutto la loro praticità .
Il sistema degli oggetti, titolo del libro di Jean Baudrillard. Perché questa scelta così dotta?
I motivi sono tanti. Il libro di Baudrillard è un “cult” e nel ‘68 ha fatto grande scalpore proprio come i capi da cui noi partiamo per fare ricerca, parka, chiodo ecc… . In esso è inoltre contenuta una bellissima  definizione del concetto di collezione: “Bisogna ammettere innanzitutto che il concetto di collezione ( scegliere, raccogliere) si distingue da quello dell’accumulazione. Lo stadio inferiore è quello dell’accumulazione di materiali: ammasso di vecchie carte, stoccaggio di alimenti…La collezione vera si innalza verso la cultura: essa guarda agli oggetti differenziati, che spesso hanno valore di scambio, che sono anche oggetti commerciali, facenti parte dei rituali sociali, e da esibire. Questi oggetti sono forniti di progetti. Senza cessare di rimandarsi gli uni agli altri, includono nel loro gioco l’esteriorità sociale e le relazioni umane”.
Tutto molto proporzionato, mai eccessivo, con un certo rigore di fondo.
Da dove nasce questa impronta?
Siamo amanti della struttura, da qui l’idea di sistema, creare per noi è un’ pò fare ordine. Progettando non abbiamo come intenzione quella di proporre uno stile rigoroso, minimale o austero, ma piuttosto un’ idea semplice e primordiale di bellezza e esattezza. ” Il bello è la conseguenza del giusto “, diceva Bruno Munari.
Com’è mettere assieme tre teste diverse, seppure amici dell’università ?
Questa è assolutamente la parte più difficile.
Puntare sulla quotidianità del vestire vuol dire…
Tenersi lontano da inutili eccentricismi e da un’ idea di moda scenografica e scomoda. Pensiamo ad abiti che rendano sicuri e belli senza creare imbarazzi e senza condizionare il proprio corpo in modo negativo.
Come nasce una vostra collezione, ovvero da dove prendere spunto?
Come prima cosa attingiamo fedelmente a quello che è il nostro immaginario di sempre. L’idea di sistema, di divisa quotidiana che comporta un coinvolgimento di immaginari culturali e politici e etnici, e ovviamente la preistoria, le origini del mondo e degli oggetti da cui è tratto il nostro logo: l’ amigdala.
Ogni stagione decliniamo questi scenari in nuovi modi, spesso ci ispiriamo a luoghi, viaggi oggetti antichi, come alle maschere tribali o ai viaggi iniziatici attraverso un deserto simbolico. Da qui nasce poi a selezione di materiali e colori per far si  queste ricerche persistano nei capi come suggestioni.
I vostri abiti sono anti-fashion se paragonati a ciò che propone il mercato. Qual è il target a cui vi rivolgete?
La nostra intenzione non è di creare qualcosa “contro”, è semplicemente la nostra visione della moda.
Qual è il pezzo forte del vostro brand?
Sicuramente è il Parka  la nostra icona, tutto nasce da lì, ancora prima di definire la nostra strada e l’ idea di “sistema” ci siamo lasciati affascinare dalla simbologia racchiusa in questo capo e abbiamo fatto lunghe ricerche per arrivare a un’ interpretazione di esso. E adesso qualcuno ci chiama ” quelli del parka”.
Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una donna che veste il vostro brand?
Il Parka.
Il motto de Il sistema degli oggetti è….
Le cose sono esattamente come sembrano.
Se dico Il sistema degli oggetti dico…
Iconicità .



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