Il plexiglass di Cheap Industry

Bracciali, collane, orecchini ecc… giovani, audaci, divertenti. Cheap Industry, il marchio di tre ragazze di Napoli, ha dalla sua il plexiglass, un materiale piuttosto particolare per il mondo della moda ma che grazie alle creative è diventato un materiale di lavoro per realizzare splendidi monili. Ovviamente si tratta di una sfida  e come dice Rossella “Osa se vuoi la Cadillac Rosa!”. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Com’è nata la collaborazione tra voi tre?
Laura: Cheap Industry nasce come “Cheap”, uno stand al Neapolis Festival 2008 in cui esponevo con una mia amica accessori in fimo creati da noi e degli anelli con bottoni scovati nei mercatini da me e  Valeria. Era un gioco, ma all’epoca c’erano nel cassetto già una parte dei disegni della prima collezione Cheap Industry, il problema era trovare qualcuno che li realizzasse; fu in quel periodo che proposi a Valeria di creare insieme un brand di accessori in plexiglass e di industriarci per la realizzazione di quei disegni. Dopo circa un anno Cheap Industry divenne una sfida alla quale si unì Rossella. Tre menti, tanta fantasia e grande impegno.

Che tipo di percorsi avete alle spalle?
Laura: Sto completando i miei studi in Architettura, ho sempre progettato, disegnato e realizzato qualsiasi  capriccio, idea che mi venisse in mente e dire che ne ho fin troppe, tanto che non riesco sempre a realizzarle tutte, dalla grafica alla decorazione d’interni, nulla sfugge alla mia fantasia! Ho un colpo d’occhio speciale per tutto quello che è innovativo e ha stile. Sono diventata jewels designer quasi per gioco, ho iniziato a disegnare gli accessori che desideravo per me e che non trovavo in commercio, con questo pretesto ho fondato la Cheap Industry. In pochi mesi è diventato il mio appassionante lavoro.
Rossella: Da sempre ho studiato e mi sono interessata all’arte e alla comunicazione. Sono laureata in decorazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli e ho studiato fotografia alle superiori. Ho lavorato come ricercatrice di stile, post laurea ho seguito  un corso sul Visual Merchandising e ho studiato e lavorato come costumista. Forse complice la genetica (mio nonno era tappezziere) da sempre ho cucito e personalizzato i vestiti che indosso, ma soprattutto sono una scopritrice di talenti da mercatino dell’usato, la bigiotteria d’epoca è l’amore della mia vita.
Valeria: Ho 26 anni e vivo a Napoli, una città che adoro e fa di me quello che sono. Ho studiato architettura all’università e colleziono nel mio curriculum i lavori più disparati. Il mio amore per la fotografia di moda e per l’advertising in generale mi porta a guardare il mondo ed il mio guardaroba con una percezione un po’ distorta… quasi borderline. Credo fermamente nel vintage e nei mercatini dell’usato come fonti inesauribili di stile.

Voi siete tre creatrici. Com’è mettere assieme tre teste diverse e farne un’unica idea?
Laura:
I gioielli Cheap Industry nascono prevalentemente da mie ispirazioni che trasformo da schizzi in disegni tecnici; talvolta alcuni di essi hanno origine da suggerimenti di Rossella o da disegni di Valeria, in ogni caso avviene un confronto tra noi tre per  valutare e perfezionare i prototipi realizzati. Stesso vale per il packaging e la grafica pubblicitaria, tutto viene pensato e realizzato esclusivamente dal Cheap Industry Staff. Per il resto ognuna di noi si interessa di un settore preciso: Valeria si occupa dell’ amministrazione e del marketing, Rossella della comunicazione e del web ed io della produzione e degli ordini.

Perché proprio l’interesse per  un materiale come il plexiglass?
Laura: Il plexiglass è spesso utilizzato per costruire modellini architettonici di forte impatto visivo, che mi hanno sempre affascinato per colori e trasparenze. Quando ho immaginato come realizzare una linea di accessori il primo pensiero è andato al plexi, poiché le sue regole (spessore e consistenza) permettevano di mantenere la coerenza stilistica che ricercavamo.

Qual’è il pezzo forte del marchio Cheap Industry?

Laura: Sarebbe più facile dire qual è il pezzo non-forte! Volendo scegliere, in questo momento l’oggetto che ha maggior successo è la Collana Le Corbusier, indossata da Lavezzi nel backstage del calendario 2011 della SSC Napoli, una grande soddisfazione per noi che siamo delle supertifose della squadra!

Qual è la filosofia che sostiene questo nuovo brand?
Valeria: La filosofia del brand può riassumersi nel concetto: “il design per tutti”. Fare ricerca, ispirarsi, progettare e creare, il tutto mantenendo bassi i costi al pubblico: è questa la nostra sfida. Inoltre i nostri non sono meri ornamenti, ma oggetti che comunicano, con i quali interagisci, grazie ai quali riesci a trasformarti per un attimo in qualcun altro.

Quanto è difficile per i giovani oggi sfondare nel mondo della moda?
Valeria: La mia personalissima opinione è che davanti alle capacità, e con la giusta dose di caparbietà, le porte chiuse si spalancano. Il mondo della moda è difficile, come lo è il mondo del lavoro in generale, nella società moderna. La volontà creatrice che c’è alla base del nostro team e l’impegno personale è quello che ci fa crescere; le più grandi difficoltà, invece, le abbiamo riscontrate con l’imitazione: un problema che abbiamo “arginato” personalizzando ogni accessorio e con una campagna sull’autenticità. Se pur è vero che l’imitazione è la più alta forma di adulazione, secondo me, quello che davvero taglia le gambe ai giovani creativi emergenti è la presenza sul mercato di merce simile a quella che il creativo produce, una copia passiva ma senza qualità e ricerca, ad un prezzo più basso.

C’è un modello di riferimento a cui vi ispirate?
Valeria:
Tutte le piccole realtà ci ispirano. Perchè le realtà giovani sono quelle più dinamiche e più “libere” dai preconcetti e dalle regole della compravendita, ed è lì che si respira “l’arte come necessità creativa”, che è sicuramente una delle pulsioni che muove la Cheap Industry. Oltre alle figure di spicco del mondo del design e della moda che sicuramente qualsiasi giovane creativo ammira, noi cerchiamo di replicare sulla piccola scala le filosofie dei grandi: da Ikea prendiamo l’ossessione per il risparmio, da Muji l’amore per le linee essenziali, da Kartell la ricerca continua sui materiali plastici da proporre nell’uso quotidiano.

Come immaginate la donna contemporanea?
Rossella: Più che un’immagine della donna, abbiamo un’idea comune di quello che intendiamo per stile contemporaneo. Nel nostro armadio ideale, ci sono tanti vestiti e accessori venuti fuori da vari momenti della moda, apparentemente inconciliabili.  Lo stile contemporaneo è l’occhio e il gusto che ti aiutano a scegliere e a guardare i singoli elementi, per combinarli insieme a favore di un’armonia finale.

Perché qualcuno dovrebbe acquistare le vostre creazioni?

Valeria: Perchè i nostri accessori possono completare i look più disparati: sceglie Cheap Industry sia un giovane che ama l’ironia di un pezzo playful, sia una ragazza per la sua serata in discoteca, sia una studentessa come portafortuna per un esame. Inoltre la rifinitura a mano di ogni pezzo lo rende unico e prezioso, ed il nostro design è così lowcost da risultare irresistibile!

Se dico Cheap Industry dico…
Rossella: amore per i dettagli, ricerca di stile, lavoro di squadra.  Questi sono i punti cardine di  Cheap Industry , che sono alla base della collaborazione.

Il motto del vostra attività…
Rossella: Come diceva qualcuno un film trash in cui ci siamo imbattute un po’ di tempo fa: “Osa se vuoi la Cadillac Rosa!” che  è quello che cerchiamo di fare ogni giorno, mettendoci in discussione con curiosità e voglia di crescere.

Categories: stilisti emergenti.

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