Niente da mettere? Non vi preoccupate, ci pensa lei: giovane, audace ma soprattutto ecologista. Lei per prima, di fronte al suo armadio colpo di abiti, si è posta il dilemma del “cosa mi metto†e così l’ha risolto creando un brand tutto suo, il nome non è a caso: Rien à mettre. 
Giulia Mazzer in veste di architetto ma con l’istinto da stilista dal 2010 ha fondato il suo marchio. Stiamo a vedere cos’è successo.
Partiamo dagli esordi. Finisce i suoi studi di architettura e pensa ?E adesso?
Vado in vacanza!!! Scherzi a parte, durante l’università ho coltivato molte passioni tra cui la fotografia, la regia, oltre ovviamente all’architettura. E questa è stata la mia scelta una volta terminati gli studi. Sono partita per la Francia per lavorare per un grosso studio giapponese (SANAA), il primo vero lavoro dopo l’esperienza di un anno a Roma da Fuksas durante l’università .
Quanto sono legate architettura e moda?
Tutte le arti sono legate tra loro. Nascono da un progetto. Per questa ragione cerco di non abbandonare la scenografia (collaboro con Robert Wilson) e l’architettura. Per me non è possibile riuscire a fare una cosa soltanto, si alimentano l’un l’altra.
Fare moda vuol dire anche costruire qualcosa?
Certamente. Con la moda esprimo la mia visione della società .
Le sue creazioni sono ispirate al grande tema dell’ambiente. Non crede che il sistema della moda sia in forte contrapposizione con l’eco-sostenibilità ?
No e la nascita di marchi come il mio dimostrano come sia possibile fare moda utilizzando tessuti e lavorazioni ecosotenibili.

Scegliere capi naturali vuol dire….
Essere sicura di quello che va a contatto con la tua pelle ed essere consapevole di essere un global citizen.
La sua ispirazione viene dalla natura?
Traggo ispirazione da tutto quello che mi circonda che sia l’architettura o la natura. Ma la cosa da cui traggo più ispirazione in assoluto sono le sensazioni, quando disegno un abito cerco di immaginare chi lo indosserà e per quale occasione, siamo tutti affamati di sensazioni ed è quello che voglio dare.
Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una donna Rien à mettre?
La t-shirt bianca e l’abitino da portare con le ballerine di giorno come col tacco alto la sera.
Qual è l’abito con cui ama sbizzarrire la sua creatività ?
Il cocktail dress.
Quale sarà il must di questa primavera?
Il bianco sempre e comunque.
Per una cena intima sceglie…
Quello che in quel momento mi fa sentire bene.
Se le dico un colore, lei mi dice…
Blu.
Per lei cosa vuol dire sartorialità ?
Offrire la qualità del vero Made in Italy.
Ci dica la verità : le è mai successo di rimanere con niente da mettere?
Si soprattutto quando ingrasso di qualche chilo!
Ad una crisi “di cosa mi metto?” di fronte ad un armadio pieno, lei cosa consiglia?
Un abito blu.
Se dico Rien à mettre dico…
Femminilità understated chic.
Il motto di Rien à mettre è…
RE-FASHIONING THE PLANET.



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