L’essenza di Aroma 30

Aroma 30 non è un indirizzo e nemmeno il nome di un profumo, bensì il brand in ascesa della giovane stilista Michela Fasanella che dopo un percorso di studi a Roma e Londra ha imparato sul campo con Valentino e Ferragamo. Uno stile molto personale che ricorda, a tratti, i sarti di una volta, pignoli e attenti ad ogni minima imperfezione.

Partiamo dall’inizio. Collaborazioni con Ferragamo e Valentino e poi il marchio come solista? Come si giunge a creare il proprio brand?
Sono partita con 5 pezzi unici. Non pensavo di creare un brand, volevo soltanto realizzare dei capi che mi piacessero, poi la voglia di dare spazio alla mia visione è diventata sempre più forte.

Perché la scelta di Aroma 30?
Volevo che il nome del marchio somigliasse a qualcosa di non definito, come un profumo in fase di lavorazione.

Le sue creazioni sono piuttosto essenziali, minimalista. A che tipo di donna s’ispira?
A dire il vero non penso ad una donna in particolare, ad un’icona, tendo a seguire vari riferimenti estetici sia femminili che maschili. Mi piace osservare la gente che vedo quotidianamente, capire l’essenza dello stile di un individuo e i dettagli che parlano della sua personalità. Adoro uno stile classico, pulito, con degli elementi forti e molto personali.

Come definirebbe la donna Aroma 30?
Un’esteta che dà all’apparenza il giusto valore, quello di comunicazione di significati al pari del linguaggio.

Qual è il capo cult della sua ultima collezione?
Un cappotto destrutturato in lana a doppia texture con elaborati dettagli sul collo. Sono lavorazioni eseguite manualmente, uno dei punti forza del marchio è la componente artigianale.

Il tessuto a cui non rinuncerebbe mai…
La seta.

Quanto conta, oggi secondo lei il taglio sartoriale? Ha ancora un suo valore?
Sì, oggi più che mai. La diffusione di un abbigliamento economico e veloce è stata rivoluzionaria e democratica, quindi chi si avvale della sartorialità oggi lo fa per scelta. Il fatto che un tempo fosse necessario avere l’ “abito buono” confezionato dal sarto garantiva uno stile al riparo da errori, oggi siamo tutti più liberi di seguire il nostro impulso ma penso che sarebbe bello se si tornasse a dare ad alcuni capi quel tipo di valore.

L’abito che ancora non ha disegnato è…
Un vestito che non tenga conto della quotidianità, qualcosa di esclusivamente creativo, fine a se stesso e svincolato dai canoni di portabilità.

Lavorare all’estero (da Londra) che plusvalore ha?
Ti permette di vedere più lucidamente i punti chiave dell’estetica italiana, i valori che ne fanno la forza, e al tempo stesso ti offre una visuale più ampia sui riferimenti utilizzati negli altri Paesi. Ultimamente però passo quasi tutto il mio tempo in Italia, per essere più vicina alla produzione.

Se dico Aroma 30?
Atemporalità.

Il motto di Aroma 30 è…
La vera bellezza è nel reale.

Categories: interviste, stilisti emergenti.

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