Inutile negare la tradizione artigianale di questo giovane duetto veneziano, tutto perfezionismo e ricercatezza, cura e lusso. Deluxe la loro clutch bag ma ancora una volta, i creativi, ahimé anche quelli giovani, non riescono a stare lontani da pellami di pitoni, camosci, vitelli e capre, come se il lusso passasse per forza, e dico per forza, nell’esclusività del capo in pelle o in pelliccia.
Siete famosi per l’attenzione al dettaglio. Anche nelle vita siete degli ultra perfezionisti?
La nostra formazione da architetti emerge costantemente, sia nella vita che nel lavoro, nell’attenzione che poniamo in ogni dettaglio delle nostre collezioni, dalla fase incubatrice delle idee, alla correzione dei prototipi fino al risultato finale. Nulla rimane mai incontrollato.
Qual è l’idea di moda che vi unisce, perfezionismi a parte?
L’obiettivo che ricerchiamo nelle nostre creazioni è quello di creare stili complessivamente diversi ma connessi dal dettaglio, esiti di una costante riflessione sul rapporto tra accessorio e abito nella loro reciproca contaminazione.
Gli accessori sono, infatti, concepiti come abiti, architetture complesse ed autonome che provano a distanziarsi dai canoni attuali dell’oggetto-borsa; è un racconto mai concluso, mai perfetto, che continuamente si arricchisce di esperienze per sperimentare forme, volumi e textures.
Gli abiti sono invece pensati come accessori, strutture essenziali capaci di definirsi e valorizzarsi solamente attorno alla figura umana. Oggetti in divenire, trasformabili e adattabili alle diverse situazioni, pensati per essere indipendenti dalle proporzioni del corpo, ma che ne sfruttano il movimento per definirsi; anche la luce, sfruttando accostamenti di materiali diversi, diventa complice di questo gioco.
Qual è il materiale con il quale amate lavorare?
Le collezioni Arnoldo][Battois sono interamente realizzate a mano grazie al sapere e al know how della tradizione artigianale veneta, utilizzando pellami pregiati, come le morbide nappe plongè tinte in botte, soffici vitelli all’anilina, camosci, pitoni cerati e, per l’autunno-inverno, pellicce di Kidassia, una capra tibetana.
Nelle nostre collezioni non manca mai il ricordo di Venezia: lucertole, granchi e elefanti d’ottone lasciano gli antichi portoni veneziani trasformandosi di volta in volta in particolari chiusure o inusuali attacchi per manici; sperimentali verniciature a caldo permettono loro di confondersi con la pelle come abili camaleonti.
Lavorare in Laguna ha favorito o rallentato la vostra esplosione nel mondo della moda?
Lavorare a Venezia ha sicuramente rallentato la fase di sviluppo del nostro progetto, per la distanza fisica da Milano, ma d’altro canto ci ha consentito di elaborare un’idea nuova, non contaminata dal mercato ma arricchita dalla magia di questa città .
Venezia è la città in cui siamo nati e ci siamo formati, sia con la Facoltà di Architettura che attraverso la lunga collaborazione per Roberta di Camerino.
Dopo varie esperienze in altre città italiane ed estere, abbiamo scelto di creare la nostra collezione e di aprire qui lo spazio Arnoldo][Battois per il forte legame con questa città sospesa nel tempo; è il luogo della sedimentazione storica e della contaminazione culturale in cui i fasti della Serenissima, i viaggi di Marco Polo e le vite di intellettuali ed artisti del passato emergono tuttora nella sguardo contemporaneo.
Com’è mettere d’accordo due teste diverse?
L’elemento che ci accomuna è di sicuro il concepire l’atto creativo come un progetto “architettonico†complesso, con regole e strutture da rispettare, ricercando sempre la coerenza tra forma e contenuto.
Le nostre differenze sono in realtà l’aspetto vincente del progetto, sono l’elemento che lo rendono unico e speciale; lo scontro creativo di idee, metabolizzato da una disciplina di progetto, si traduce in un distillato che racconta l’eccellenza.
In che cosa siete complementari? Insomma chi è il braccio, chi la mente?
L’elaborazione del mood della collezione e dei principali contenuti, inclusa la scelta di materiali e colori, è il risultato di discussione e confronto; le tematiche evidenziate vengono in seguito elaborate personalmente per poi essere discusse e sintetizzate nella scelta finale della collezione. Per noi è molto importante sperimentare prove di lavorazione e applicare tecniche prese a prestito da altre discipline: forma, volume e materia sono gli elementi su cui avviene un confronto continuo e stimolante.
Cosa non deve mai mancare nell’armadio di una donna Arnoldo Battois?
La clutch bag: un feticcio di potere e di femminilità .
Il vostro prossimo sogno da realizzare?
Il nostro principale obiettivo è in questo momento far conoscere il più possibile il nostro progetto, far sentire la presenza del marchio Arnoldo][Battois soprattutto a livello internazionale senza però perdere le caratteristiche che ci contraddistinguono.
Sarà fondamentale preservare in ogni istante le peculiarità del brand, continuando a ricercare la novità e ad indagare su soluzioni innovative, evitando di modificare la nostra sensibilità per adattarci a richieste di mercato.
Se dico Arnoldo Battois dico…
Lusso ovattato.
Il motto di Arnoldo Battois è…
Contaminare…lo spazio, la forma e le idee.



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